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Le tracce di Bove nel passaggio a Nord-Est

Dall’Italia all’Artico. L’archeologa italocanadese Massa: «Documenti da far conoscere al mondo»

Di CONCITA MINUTOLA

Articolo pubblicato il: 2007-10-02

TORINO – Le Giornate europee del Patrimonio, che si sono svolte lo scorso weekend in Italia, hanno riportato alla luce la storia di un esploratore italiano quasi dimenticato, Giacomo Bove. E a riscoprire le tracce lasciate dal navigatore del secolo scorso ha partecipato anche l’archeologa italo-canadese Gabriella Massa, studiosa dei popoli Inuit.

Questa, in breve, la storia di Giacomo Bove. Nel 1878, prima che Amudsen attraversasse il passaggio a Nord-Est, l’esploratore piemontese Giacomo Bove partecipò alla prima spedizione del passaggio a Nord-Est del Polo Artico portata a termine, dalla Svezia allo Stretto di Bering costeggiando la Siberia.

Trovare un collegamento navigabile tra l’Oceano Atlantico e il Pacifico attraverso il Mare Artico era la scommessa di molti navigatori, e lo è ancora oggi. Ma il più noto passaggio a Nord-Ovest non era l’unica meta delle grandi esplorazioni. Oltrepassare i ghiacci siberiani del Passaggio a Nord-Est era una sfida altrettanto pericolosa e fino ad allora mai vinta. Bove rimase bloccato sulla nave Vega, guidata dallo scienziato svedese Erik Nils Nordenskiöld, per un anno. Lì, quasi un secolo e mezzo fa, entrò in contatto con le popolazioni Ciukci e Inuit – «cugini degli Inuit canadesi» – della Beringia russa di fronte all’Alaska.

Durante quel lungo, gelido anno, raccolse mappe, informazioni e oggetti, come un calendario in legno del capo dei Ciukci, disegni delle tende e dei kayak delle popolazioni locali.
Giacomo Bove morì prematuramente a 35 anni dopo aver girato il mondo, dal Polo Nord all’Estremo Oriente, e dal Sud America al Congo. Poi è stato quasi dimenticato, nonostante il suo grande contributo alla ricerca geografica e antropologica. Per ricordare le sue esplorazioni e analizzare i reperti che ci ha lasciato, il museo Giacomo Bove di Maranzana – paesino della provincia di Asti dove nacque l’esploratore nel 1852 – ha aperto le porte per le Giornate europee del patrimonio.

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