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“Pietre e Popoli del Mondo”. Un progetto di pace, fratellanza e ricerca scientifica

 

 “Da una montagna all’Altra. Viaggio dalle montagne Olimpiche ai Poli”. Casa Olimpia, Sestriere (TO), 22 febbraio 2008.

“Da una montagna all’Altra. Viaggio dalle montagne Olimpiche ai Poli”. Casa Olimpia, Sestriere (TO), 22 febbraio 2008.

Il Comitato scientifico del Gruppo Internazionale Aurelio Peccei, Studi e Ricerche didattico-scientifiche sui Macroproblemi, presieduto dalla prof.ssa Eleonora Masini, ha designato Davide Peluzzi, conferito, il 4 maggio 2009, nella Sala Conferenze della Biblioteca Centrale di Roma, il Premio Aurelio Peccei 2009.

L’alpinista ed esploratore Davide Peluzzi, ideatore del progetto “Pietre e Popoli del Mondo”, Medaglia d’Argento Presidenza Repubblica Italiana (11 luglio 2006), è stato designato:

“Per la sua opera a favore del dialogo e della cooperazione fra i propoli,

promossa nell’ambito del progetto “Pietre e Popoli del Mondo”.

Il progetto è nato, quando l’esploratore, con un altro “argonauta”, si è inoltrato all’interno della Groenlandia Nord orientale, con l’obiettivo di scalare una montagna “senza nome” oltre il Circolo Polare Artico e gemellarla con il Gran Sasso d’Italia. A tale montagna è stato attribuito, dopo averne informato le autorità locali il nome di “Nanu Sax”, che tradotto significa “Sasso dell’Orso” (“Nanu” nella lingua Inuit significa Orso, “Sax” dal latino Sasso). Il Monte Nanu Sax raccoglierà le pietre di tutto il mondo, con lo scopo di unire i popoli e relativi ambienti, attraverso i loro simboli naturali di pace, fratellanza e ricerca scientifica: “ I MONTI ”.

A memoria dell’impresa, nella spedizione 2006, è stata posta una pietra sulla vetta del “Nanu Sax”, dal simbolismo primordiale, prelevata dalla vetta orientale del Gran Sasso. Nella spedizione, dell’estate 2008, gli esploratori – scalatori, hanno portato sulla cima del Monte Nanu Sax, una pietra proveniente dalle Montagne Olimpiche – Torino 2006. La pietra è stata consegnata dalla Provincia di Torino, nell’ambito degli eventi promossi per l’Anno Polare Internazionale, curati dall’archeologa inuitologa italo-canadese Gabriella A. Massa.

L’assegnazione delle targhe Aurelio Peccei 2009 ha preceduto lo svolgimento del XXXIV Incontro Macroproblemi sul tema “ABBIAMO UNA SOLA TERRA: NON BUTTARLA VIA”  e l’assegnazione dei premi agli studenti che hanno presentato i lavori migliori sui temi dell’ecologia e dell’ambiente.

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Terre polari: ricerca, storia e narrazioni

siena-22-24-marzo-2009-052-72Lunedì, 23 Marzo 2009, nell’ambito delle celebrazioni dell’Anno Polare Internazionale (IPY), il Centro Siena-Toronto (Università degli Studi di Siena) ha presentato una giornata di studio sulle Terre Polari, a cura della professoressa Laura Ferri Forconi e dell’archeologa Gabriella A. Massa.

I relatori, studiosi e specialisti di fama internazionale hanno parlato di: “Ricerca dell’Università di Siena nelle aree polari” (Roberto Bargagli, Dipartimento di Scienze Ambientali – Università di Siena); “Ricerche tra gli Inuit di Ammassalik (Groenlandia orientale)” (Gianluca Frinchillucci, direttore Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” – Fermo); “Problemi di lingue nel Nord nativo” (Luciano Giannelli, CISAI – Università di Siena).

Ospiti, gli scrittori e giornalisti canadesi Joe Fiorito e Noah Richler che hanno tenuto una reading su loro recenti pubblicazioni: “The Song Beneath the Ice: Images of the Canadian North” (Joe Fiorito) e “Storytelling and History in the Iglulingmiut Myth World” (Noah Richler).

Per celebrare il decimo anniversario della nascita del Nunavut (1 aprile 1999) ed il centenario della sovranità canadese nell’Artico (1 luglio 1909), l’archeologa – inuitologa Gabriella A. Massa, Coordinatrice Anno Polare Internazionale – Provincia di Torino, ha tenuto una conferenza su: “Nunavut 1909-1999.2009. Dalle esplorazioni artiche del Capitano Joseph-Elzéar Bernier alle conquiste politiche, sociali e culturali dell’ultimo decennio”.

Per ricordare l’evento è stata allestita la mostra fotografica “ILITITAA… Bernier, i suoi uomini e gli Inuit “, una rassegna di venti foto storiche provenienti dagli Archivi Nazionali del Canada (Ottawa), raccolte dall’antropologo canadese Stéphane Cloutier. La mostra, curata in Europa dell’italo-canadese Gabriella A. Massa, racconta una pagina poco conosciuta delle esplorazioni artiche franco-nunavutiane per la sovranità dell’Artico Canadese. Le esplorazioni del capitano Joseph-Elzéar Bernier, nato a l’Ilet-sur-Mer (Prov. Quebec), portarono alla proclamazione ufficiale, il 1 luglio 1909, della sovranità canadese sulle terre e le acque dell’arcipelago, fino al Polo.

La giornata di studio si è chiusa con la proiezione del documentario “Nero Artico”, del giornalista e regista Massimo Mapelli. Il documentario, presentato in occasione dell’Evento “Live Earth” (7 luglio2007) e durante l’11^ Festival CinemAmbiente (Edizione 2008. Panorama – Inuit: allarme dai confini della terra/Inuit: alarm signals from the Great North), racconta le mille problematiche che affliggono la regione artica, schiacciata dalle conseguenze più disastrose della globalizzazione: da una parte le condizioni di vita degli Inuit della Groenlandia, ormai privi di radici culturali e prospettive per il futuro, tra alcolismo e un altissimo tasso di suicidi anche giovanili; dall’altra la minaccia dell’inquinamento delle acque e del riscaldamento globale, fino alla lotta politica per la spartizione delle risorse energetiche nascoste nel sottosuolo su cui molte nazioni vorrebbero mettere le mani, in un clima di nuova guerra fredda.

All’evento hanno partecipato numerosi studenti delle scuole superiori della Città di Siena accompagnati dai loro docenti.

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Anno Polare Internazionale e Provincia di Torino. Due anni di intese attività scientifiche e didattiche

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Il Presidente Saitta e l’assessore D’Ottavio hanno chiuso il 19 marzo 2009, il programma biennale “Gli studenti della Provincia di Torino scoprono le aree polari del Pianeta”: un progetto speciale per i giovani”, promosso dalla Provincia di Torino, nell’ambito dell’Anno Polare Internazionale (IPY, 2007-2009), con l’obiettivo di trasmettere ai più giovani la “cultura delle nevi e dei ghiacci”, sapere antico del nostro territorio, focalizzando la loro attenzione sull’Antartide, sull’Artide e sulle popolazioni che abitano le aree estreme del Pianeta.

Con questo progetto, coordinato dall’archeologa inuitologa Gabriella A. Massa, la Provincia di Torino ha voluto farsi promotrice di un moderno concetto di approccio alle nuove professionalità, offrendo ai giovani l’opportunità di scoprire ed approfondire le tematiche polari, di incontrare esperti nazionali ed internazionali che lavorano in ambito polare e di sperimentare, in tutta sicurezza, le tecniche di sopravvivenza in ambiente estremo.

Durante i due anni di intenso lavoro, sapientemente guidati dagli esperti polari, gli studenti della Provincia di Torino hanno affrontato temi riguardanti le esplorazioni polari nell’Artico e nell’Antartico, in particolare  del piemontese Giacomo Bove, primo italiano ad avere attraversato il passaggio a nord-est. Si è parlato della ricerca in Antartide ed in particolare dell’impegno ventennale degli studiosi e ricercatori italiani. Sono state affrontate le problematiche ambientali, sociali, relative alle popolazioni autoctone che vivono in ambiente polare, sempre più minacciate dai cambiamenti climatici ed ambientali che negli ultimi decenni hanno influenzato il modo di vivere di questi popoli e più in generale di tutti gli abitanti della Terra. Tutte le attività didattiche sono state coordinate da Laura Forneris e Daniela Truffo del Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino (Assessorato Istruzione).

Nel quadro dell’IPY, la Provincia di Torino ha voluto partecipare, in modo rilevante, alla salvaguardia dei Poli, promuovendo e sviluppando con le province delle Nazioni Circumpolari, progetti che coinvolgono le giovani generazioni, ricoprendo un ruolo significativo nel campo della valorizzazione e della salvaguardia del patrimonio Artico ed Antartico.

L’ International Polar Year, inaugurato il 1 marzo del 2007 e prorogato dalla comunità scientifica internazionale fino alla fine del 2009, è un’iniziativa promossa dall’ International Council of Science (ICSU) e dalla World Meteorological Organisation (WMO) finalizzata a sensibilizzare il grande pubblico e le nuove leve sulla assoluta necessità di preservare e salvaguardare gli ambienti polari, così importanti per il mantenimento dell’ecosistema del nostro pianeta.

Nel 2007-2008, hanno partecipato all’IPY studenti e docenti delle scuole:

  • IIS EUROPA UNITA di Chivasso
  • IIS MAJORANA – MARRO di Moncalieri
  • IP PREVER di Pinerolo
  • ITC ROMERO di Rivoli
  • ITIS FERRARI di Susa
  • LICEO MONTI di Chieri

Nel 2007-2008, hanno partecipato all’IPY studenti e docenti delle scuole:

  • LICEO CATTANEO di Torino       
  • ITIS FERRARI di Susa        
  • IIS EUROPA UNITA di Chivasso  
  • IIS DES AMBROIS di Oulx   

Nell’ambito del progetto IPY, sono stati proposti due concorsi per le scuole medie superiori della Provincia di Torino che, dal 18-21 marzo 2008 e dal 16-19 febbraio 2009, hanno partecipato ad un soggiorno di “addestramento sportivo e ambientamento alla Montagna” presso la struttura del Centro Addestramento Alpini La Thuile Valle d’Aosta, per un corso teorico-pratico di sopravvivenza e vita in Antartide tenuto da istruttori dell’Esercito – Centro Addestramento Alpino, Aosta.

All’iniziativa  hanno partecipato anche gli studenti del Liceo “Vercelli ” di Asti e dell’IIS Pellati Nizza Monferrato (AT), che hanno vinto il concorso letterario promosso nel 2009 dall’Associazione Culturale Giacomo Bove & Maranzana. Ad accompagnarli, le insegnanti Anna Grazia Diaferia e Francesca Pertusati. La dottoressa Maria Teresa Scarrone, presidente dell’Associazione Giacomo Bove & Maranzana, che ha partecipato al corso, ha ringraziato la Provincia di Torino per la collaborazione che ha permesso agli studenti della Provincia di Asti di partecipare al progetto.

L’esperienza, straordinaria ed altamente formativa, è stata vissuta con molto entusiasmo dagli studenti e professori che hanno imparato tecniche fondamentali di sopravvivenza in ambiente estremo e soprattutto come “vivere e muoversi in montagna in sicurezza”, prima regola fondamentale che gli Alpini hanno insegnato all’arrivo del gruppo.

Le lezioni teoriche, preparatorie alle escursioni ed alle attività pratiche, hanno trattato dei “pericoli della montagna” derivanti dall’ambiente (pericoli oggettivi) e dalle persone (pericoli soggettivi). Il momento culminante dell’esperienza ha visto protagonisti tutti i partecipanti per un’escursione in alta montagna, al fine di sperimentare le tecniche di sopravvivenza. Sono state montate le tende mimetiche e per l’Antartide; costruiti ripari di neve: tane di volpe, trune (piccoli rifugi semi-interrati) e ripari dal vento. C’è stato anche qualche coraggioso che, in tutta sicurezza, si è cimentato con la palestra di roccia.

La Provincia di Torino, si è avvalsa della collaborazione e della professionalità dei seguenti conferenzieri ed esperti:

  • Cristina Bava, Tucano Viaggi Ricerca
  • Paolo Bernat, Museo Nazionale dell’Antartide di Genova
  • Piernando Binaghi, ingegnere aeronautico – TV Svizzera Italiana
  • Franca Bove, pronipote dell’esploratore Giacomo Bove
  • Mario Brigando, esploratore patagonico
  • Cesare Bumma, presidente Ass. Culturale Italiana
  • Vittorio Castellani, giornalista gastronomade;
  • Matteo Cattadori, Provincia di Trento, presenterà il Progetto Smilla (ANDRILL)
  • Patrizia Ciniero, CDA & Vivalda
  • Enrico Foietta, stagista dell’Istituto Culturale Avataq (Nunavik, Canada).
  • Roberto Mantovani, Direttore della Rivista della Montagna;
  • Enrico Nada, agronomo, esperto di comunicazione e scienze dell’alimentazione;
  • Davide Peluzzi, alpinista ed esploratore, progetto “Pietre e Popoli del Mondo”, Medaglia d’Argento Presidenza Repubblica Italiana (11 luglio 2006)
  • Pietro Pintore, editore
  • Davide Sapienza, giornalista e scrittore;
  • Aldo Scaiano, Circolo Polare di Milano;
  • Maria Grazia Sclavo, cardiologa;
  • Maria Teresa Scarrone, Presidente Ass. Giacomo Bove
  • Gabriella Zuccolin, medico chirurgo, specialista in pediatria, nutrizione ed omeopatia;
  • e tante altre persone che hanno lavorato e dato la loro disponibilità.

 

Gli istruttori militari, professionisti qualificati del Centro Addestramento Alpino:

  • 1° Maresciallo LT Roberto Guadagnin
  • 1° Mar. Lt. Ugo Vori
  • 1° Mar. Paolo Bruzzi
  • 1° Mar. Gianluca Ippolito
  • 1° CM Simona Hosquet
  • 1° Maresciallo LT Ettore Taufer (capo spedizione sul Monte Vinson in Antartide, dal 9 dicembre 2007 al 19 gennaio 2008)
  • 1° Mar. Giovanni Amort
  • 1° Mar. Elio Sganga
  • 1° Mar. Marco Farina

coordinati e coadiuvati da

  • Ten. Colonnello Marco Mosso,
  • Ten. Col. Federico Pognant Airassa, Capo Ufficio AS
  • Magg. Patrick Farcoz, Capo Sezione Sci Alpinistica.

Hanno partecipato all’Anno Polare Internazionale i seguenti enti ed associazioni:

  • Associazione Giacomo Bove & Maranzana,
  • CinemAmbiente
  • Governo del Canada
  • Governo del Quebec
  • CDA & VIVALDA
  • TUCANO VIAGGI RICERCA
  • EDIZIONI PINTORE
  • numerosi enti nazionali ed internazionali.

 

Durante i due anni dell’Anno Polare Internazionale, la Provincia di Torino ha promosso eventi e conferenze in Torino e Provincia, a Milano, Roma, Maranzana, Trento, Svizzera, Francia, raccogliendo una documentazione di oltre 5000 fotografie, per un totale di 10 GIGA!!!!

Benché il progetto per le scuole sia terminato, fino alla fine del 2009, il ciclo di conferenze ed eventi proseguirà, a cura di Gabriella A. Massa, nelle città di Siena, Fermo, Bari, Pinerolo e molte altre città italiane ed europee. 

http://www.provincia.torino.it/speciali/ipy/

 

 

 

Dall’Artico del Quebec all’Italia. Giovani Inuit alla ricerca del proprio patrimonio culturale.

Studenti Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq ai Musei Vaticani, Roma, 10 marzo 2009

Studenti Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq ai Musei Vaticani, Roma, 10 marzo 2009

Dal Nunavik, Noah, Tuasi, Zoe e Adamie, quattro giovani Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq, nel Quebec Artico, accompagnati dai loro insegnanti, Sayard e James, sono venuti a Roma per prendere visione delle collezioni etnografiche dell’Artico, conservate nei Musei Vaticani e presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”.

I quattro giovani Inuit, in viaggio in Italia e Grecia, hanno manifestato il desiderio di potere vedere i preziosi reperti etnografici appartenenti alla loro antica cultura, utilizzati ancora quaranta anni fa dai loro Antenati. Oggi, questi oggetti sono poco conosciuti dalle nuove generazioni che vivono in modo stanziale e che si sono gradualmente allontanate dalle antiche conoscenze di questo popolo, nomade fino alla fine degli anni sessanta del secolo scorso.

Grazie alla cortese disponibilità e collaborazione delle colleghe Ester Consoli (Musei Vaticani) e Donatella Saviola (Museo Pigorini), conservatrici delle antiche collezioni, i giovani Inuit hanno riscoperto con notevole entusiasmo oggetti di cui non ricordavano più l’esistenza. È stato bello vedere le loro giovani menti fare un percorso a ritroso nelle antiche “memorie storiche” e riscoprire gradualmente le funzionalità o le simbologie dei reperti visionati, sapientemente guidati dall’archeologia Gabriella A. Massa, esperta di cultura ed antiche tradizioni Inuit. Gradualmente, ogni oggetto riprendeva forma e si ricollocava nel puzzle di conoscenze ataviche, solo momentaneamente scordate. Ogni giovane, con entusiasmo, portava il suo contributo alla conoscenza, ricordava, raccontava, interrogava, si riprometteva, al rientro in Canada, di intervistare i nonni per recuperare informazioni quasi dimenticate ed aggiungere un altro tassello alla propria Storia.

L’incontro è stato molto importante anche per i conservatori dei Musei Vaticani e del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” che hanno potuto ottenere informazioni di “prima mano” sulle meravigliose collezioni da loro conservate.

 

Studenti Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq al Museo Pigorini, Roma, 10 marzo 2009

Studenti Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq al Museo Pigorini, Roma, 10 marzo 2009

Nunavut 1909 – 1999 – 2009. Dalla proclamazione della sovranità canadese nell’Artico alla nascita del Nunavut tredicesima regione amministrativa del Canada

Cerimonia di presa di possesso, a nome del Canada, dell’isola di Baffin (9 novembre 1906). Fotografo : G.R. Lancefield

Cerimonia di presa di possesso, a nome del Canada, dell’isola di Baffin (9 novembre 1906). Fotografo : G.R. Lancefield. Archivi Nazionali del Canada - PA165672.

Il primo luglio 1909, il capitano Joseph-Elzéar Bernier, con un gesto solenne, proclama la sovranità canadese sulle terre e le acque dell’arcipelago Artico, fino al Polo.

Il primo aprile 1999, il Nunavut è diventato la tredicesima regione amministrativa del Canada, con un Governo Inuit.

Nel 2009, il Canada ed il Nunavut festeggiano questi importanti anniversari.

Il 9 marzo 2009, presso l’Ambasciata del Canada, per ricordare questi importanti momenti della Storia delle esplorazioni artiche del Canada, l’italo-canadese Gabriella A. Massa, archeologa, esperta di cultura e tradizioni Inuit del Canada ha tenuto un seminario per il personale dell’Ambasciata e ad alcuni esperti e studiosi dell’Artico.

Un appassionante viaggio di cento anni di storia polare nell’Artico Canadese, dalle esplorazioni artiche del Capitano Joseph-Elzéar Bernier condotte con l’ausilio indispensabile e fondamentale degli Inuit,  alle conquiste politiche, sociali e culturali dell’ultimo decennio che hanno portato alla nascita del Nunavut, raccontati dall’archeologa.

http://www.international.gc.ca/missions/italy-italie/events-evenements/menu-ita.asp

Roma, 9 marzo 2009. Seminario di Gabriella A. Massa

Roma, 9 marzo 2009. Seminario di Gabriella A. Massa

Italo Rodomonti. L’Arte al servizio della Scienza.

Italo Rodomonti

Esiste un teorema secondo cui la quadrica di Klein nello spazio a 5 dimensioni è isomorfa alle rette dello spazio tridimensionale. Guardare i quadri di Italo Rodomonti aiuta a chiarire questo teorema che è piuttosto difficile da visualizzare. Le opere pittoriche e scultoree di Italo Rodomonti ci portano anche in un’altra dimensione spaziale, la dimensione dell’anima che vibra libera nello spazio, tra rette, sfere, cubi, etc. Quando guardo i quadri e le sculture di Italo ho l’impressione di essere attraversata da miriadi di particelle cosmiche che penetrano il mio essere e mi portano lontano, oltre le Terre Polari, oltre i confini del Pianeta, oltre i confini della mia anima.

Ammiro l’artista Italo Rodomonti e sono molto orgogliosa di essergli amica, perché Italo, oltre ad essere un grande artista, è una persona speciale, ricca di energia, voglia di vivere e grande umanità. Sono sicuramente queste caratteristiche ad ispirare le sue opere.

  

“Italo Rodomonti è il maggiore esponente della Space Art in Italia, ha costruito negli anni della sua lunga carriera artistica un percorso coerente e formalmente ineccepibile intorno ad una passione e ad un’avventura: la rappresentazione dello spazio cosmico e la sua declinazione fondata sulla cultura artistica della contemporaneità. E’ già stato detto come la Space Art si muova su un crinale assai pericoloso, spesso incerto tra figurazione ed illustrazione. Mantenersi su questo crinale in un equilibrio che non sia solo arzigogolo intellettuale o peggio ancora furbesca contaminazione è stata la sfida costante con la quale Rodomonti si è sempre misurato raggiungendo risultati unitari artisticamente validi senza rinunciare al suo amore fondamentale: lo spazio infinito dell’universo. Sappiamo che da sempre il problema della rappresentazione dello spazio è stato al centro delle ricerche degli artisti, i quali spesso con le loro intuizioni e le loro espressioni figurative hanno seguito se non anticipato la speculazioni dei filosofi e le scoperte degli scienziati. L’omegeneità dello spazio prospettico rinascimentale, lo spaziotempo dell’avventura cubista, microcosmo e macrocosmo di tanta arte contemporanea. L’artista teramano, conduce da sempre la sua ricerca non ignorando questo retroterra culturale, affrontando in maniera originale il felice connubio tra arte e scienza. Potrebbero dimostrarlo ad abundantiam non solo i suoi rapporti con astrofisici ed osservatori astronomici italiani e stranieri, oppure quello che costutuisce non solo per Rodomonti ma per la città di Teramo e per l’Italia un vero cimelio storico: la lettera di Werner Von Braun indirizzata all’artista con i complimenti per la sua arte, ma soprattutto un lavoro costante, al limite della cocciutaggine e dello straniamento, per l’ostinato attaccamento ad una tematica senza mai scadere nella ripetitività, anzi scandagliando continuamente l’argomento sempre con nuove ricerche, con la sperimentazione di nuovi materiali. E’ stato quindi naturale, direi ineludibile, per Rodomonti approdare, come è avvenuto recentemente, alla scultura e alla tridimensionalità per far librare nello spazio traettorie, corpi celesti, arcaismi cosmologici, sempre con un occhio rivolto a ciò che accade nel mondo dell’arte e della sperimentazione artistica. All’artista teramano non possiamo che augurare sempre maggiori avventurosi traguardi in piena sintonia con le misteriose ed inquietanti, ma sempre affascinati esplorazioni dell’infinito universo”. Romolo Bosi. www.rodomonti.com; www.iaaa.org.

Anno Polare Internazionale e Scuole M.S. della Provincia di Torino

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Di ritorno i vincitori del concorso per le scuole medie superiori della Provincia di Torino che, dal 16-19 febbraio 2009, hanno partecipato ad un soggiorno di “addestramento sportivo e ambientamento alla Montagna” presso la struttura del Centro Addestramento Alpini La Thuile Valle d’Aosta, per un corso teorico-pratico di sopravvivenza e vita in Antartide tenuto da istruttori dell’Esercito – Centro Addestramento Alpino, Aosta.

Al soggiorno hanno partecipato la Dott.ssa Gabriella A. Massa archeologa-inuitologa italo-canadese, coordinatrice del progetto Anno Polare Internazionale – Provincia di Torino, la dottoressa Daniela Truffo del Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino (Assessorato Istruzione) ed i docenti, Rosalba Merola, Paola Giudici, Franca Abba’ Blais, Alessandra Vai. Le scuole medie superiori della Provincia di Torino che hanno partecipato al progetto IPY sono: Liceo Des Ambrois di Oulx; Itis Ferrari di Susa; Liceo Cattaneo di Torino; Iis Europa Unita di Chivasso.

 

All’iniziativa hanno partecipato anche gli studenti del Liceo “Vercelli “ di Asti e dell’IIS Pellati Nizza Monferrato (AT), che hanno vinto concorso letterario promosso dall’Associazione Culturale Giacomo Bove & Maranzana. Ad accompagnarli, le insegnanti Anna Grazia Diaferia e Francesca Pertusati. La dottoressa Maria Teresa Scarrone, presidente dell’Associazione Giacomo Bove & Maranzana, che ha partecipato al corso, ha ringraziato la Provincia di Torino per la collaborazione che ha permesso agli studenti della Provincia di Asti di partecipare al progetto.

 

Gli istruttori militari, professionisti qualificati del Centro Addestramento Alpino, 1° Mar. LT Ugo Vori, 1° Mar. Paolo Bruzzi; 1° Mar. Gianluca Ippolito,1° CM Simona Hosquet erano coordinati e coadiuvati dal Ten. Colonnello Marco Mosso, Ten. Col. Federico Pognant Airassa, Capo Ufficio AS e dal Magg. Patrick Farcoz, Capo Sezione Sci Alpinistica. Ad una delle lezioni teoriche è interventuto il 1° Mar. Lt. del Gruppo alta montagna del CAA, Ettore Taufer, capo della spedizione al Monte Vinson, in Antartide, nel 2008.

 

Il concorso è stato proposto nell’ambito del progetto “Gli Studenti della Provincia di Torino scoprono le regioni polari del Pianeta: un progetto speciale per i giovani”, promosso dalla Provincia di Torino per l’Anno Polare internazionale (2007-2008), prorogato al 2009.

 

Obiettivi dell’iniziativa: trasmettere quella “cultura delle nevi e dei ghiacci”, che è sapere antico anche del nostro territorio; promuovere la comprensione tra culture differenti; educare al rispetto per l’ambiente; promuovere un turismo sostenibile, fondato sui valori della conoscenza, del rispetto e della tolleranza; sviluppare una nuova generazione di studiosi e scienziati polari.

L’esperienza è stata vissuta con molto entusiasmo dagli studenti e professori che hanno imparato tecniche fondamentali di sopravvivenza in ambiente estremo e soprattutto come “vivere e muoversi in montagna in sicurezza”, prima regola fondamentale che gli Alpini hanno insegnato all’arrivo del gruppo.

 

Le lezioni teoriche, preparatorie alle escursioni ed alle attività pratiche, hanno trattato dei “pericoli della montagna” derivanti dall’ambiente (pericoli oggettivi) e dalle persone (pericoli soggettivi).I l momento culminante dell’esperienza, nella giornata del 18 febbraio, ha visto protagonisti tutti i partecipanti per un’escursione in alta montagna, al fine di sperimentare le tecniche di sopravvivenza. Sono state montate le tende mimetiche e per l’Antartide; costruiti ripari di neve: tane di volpe, trune (piccoli rifugi semi-interrati) e ripari dal vento. C’è stato anche qualche coraggioso che, in tutta sicurezza, si è cimentato con la palestra di roccia.

 

Nel primo pomeriggio del 19 febbraio, i 30 “studiosi polari” sono rientrati a casa, con un po’ di tristezza nel cuore per dovere separarsi dai nuovi amici e dalle belle montagne innevate.

Studenti e professori partono però soddisfatti ed entusiasti di avere vissuto un’esperienza straordinaria ed altamente formativa.

La nostra riconoscenza va tutti gli Alpini che hanno durante il nostro soggiorno in caserma ci hanno insegnato con pazienza e professionalità e, soprattutto, ci hanno offerto la loro amicizia.

 

Dr. Gabriella A. Massa

Archeologa Inuitologa

Coordinatrice del Progetto Anno Polare Internazionale – Provincia di Torino.

http://www.provincia.torino.it/speciali/ipy

 


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