Dall’Artico del Quebec all’Italia. Giovani Inuit alla ricerca del proprio patrimonio culturale.

Studenti Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq ai Musei Vaticani, Roma, 10 marzo 2009

Studenti Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq ai Musei Vaticani, Roma, 10 marzo 2009

Dal Nunavik, Noah, Tuasi, Zoe e Adamie, quattro giovani Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq, nel Quebec Artico, accompagnati dai loro insegnanti, Sayard e James, sono venuti a Roma per prendere visione delle collezioni etnografiche dell’Artico, conservate nei Musei Vaticani e presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”.

I quattro giovani Inuit, in viaggio in Italia e Grecia, hanno manifestato il desiderio di potere vedere i preziosi reperti etnografici appartenenti alla loro antica cultura, utilizzati ancora quaranta anni fa dai loro Antenati. Oggi, questi oggetti sono poco conosciuti dalle nuove generazioni che vivono in modo stanziale e che si sono gradualmente allontanate dalle antiche conoscenze di questo popolo, nomade fino alla fine degli anni sessanta del secolo scorso.

Grazie alla cortese disponibilità e collaborazione delle colleghe Ester Consoli (Musei Vaticani) e Donatella Saviola (Museo Pigorini), conservatrici delle antiche collezioni, i giovani Inuit hanno riscoperto con notevole entusiasmo oggetti di cui non ricordavano più l’esistenza. È stato bello vedere le loro giovani menti fare un percorso a ritroso nelle antiche “memorie storiche” e riscoprire gradualmente le funzionalità o le simbologie dei reperti visionati, sapientemente guidati dall’archeologia Gabriella A. Massa, esperta di cultura ed antiche tradizioni Inuit. Gradualmente, ogni oggetto riprendeva forma e si ricollocava nel puzzle di conoscenze ataviche, solo momentaneamente scordate. Ogni giovane, con entusiasmo, portava il suo contributo alla conoscenza, ricordava, raccontava, interrogava, si riprometteva, al rientro in Canada, di intervistare i nonni per recuperare informazioni quasi dimenticate ed aggiungere un altro tassello alla propria Storia.

L’incontro è stato molto importante anche per i conservatori dei Musei Vaticani e del Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini” che hanno potuto ottenere informazioni di “prima mano” sulle meravigliose collezioni da loro conservate.

 

Studenti Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq al Museo Pigorini, Roma, 10 marzo 2009

Studenti Inuit della Scuola Arsaniq di Kangirsujuaq al Museo Pigorini, Roma, 10 marzo 2009

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1 Response to “Dall’Artico del Quebec all’Italia. Giovani Inuit alla ricerca del proprio patrimonio culturale.”


  1. 1 davide sapienza marzo 18, 2009 alle 12:59 pm

    E’ chiaro che per sopravvivere nel ventunesimo secolo i giovani Inuit debbano poter viaggiare e conoscere qual’é la percezione nel mondo del “loro mondo”: serve loro capire che forse non tutti i trattati per il Nunavut sono davvero così a loro favore; che si son seduti, i loro genitori, a un tavolo delle trattative senza avere la conoscenza legale e del linguaggio del qaalunaat che é sempre bi e triforcuto, che alla fine loro avranno delle royalties dagli sfruttamenti minerari, ma che si profila una nuova forma di colonialismo. Insomma, ben vengano queste iniziative. Dav


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