Archivio per febbraio 2009

Italo Rodomonti. L’Arte al servizio della Scienza.

Italo Rodomonti

Esiste un teorema secondo cui la quadrica di Klein nello spazio a 5 dimensioni è isomorfa alle rette dello spazio tridimensionale. Guardare i quadri di Italo Rodomonti aiuta a chiarire questo teorema che è piuttosto difficile da visualizzare. Le opere pittoriche e scultoree di Italo Rodomonti ci portano anche in un’altra dimensione spaziale, la dimensione dell’anima che vibra libera nello spazio, tra rette, sfere, cubi, etc. Quando guardo i quadri e le sculture di Italo ho l’impressione di essere attraversata da miriadi di particelle cosmiche che penetrano il mio essere e mi portano lontano, oltre le Terre Polari, oltre i confini del Pianeta, oltre i confini della mia anima.

Ammiro l’artista Italo Rodomonti e sono molto orgogliosa di essergli amica, perché Italo, oltre ad essere un grande artista, è una persona speciale, ricca di energia, voglia di vivere e grande umanità. Sono sicuramente queste caratteristiche ad ispirare le sue opere.

  

“Italo Rodomonti è il maggiore esponente della Space Art in Italia, ha costruito negli anni della sua lunga carriera artistica un percorso coerente e formalmente ineccepibile intorno ad una passione e ad un’avventura: la rappresentazione dello spazio cosmico e la sua declinazione fondata sulla cultura artistica della contemporaneità. E’ già stato detto come la Space Art si muova su un crinale assai pericoloso, spesso incerto tra figurazione ed illustrazione. Mantenersi su questo crinale in un equilibrio che non sia solo arzigogolo intellettuale o peggio ancora furbesca contaminazione è stata la sfida costante con la quale Rodomonti si è sempre misurato raggiungendo risultati unitari artisticamente validi senza rinunciare al suo amore fondamentale: lo spazio infinito dell’universo. Sappiamo che da sempre il problema della rappresentazione dello spazio è stato al centro delle ricerche degli artisti, i quali spesso con le loro intuizioni e le loro espressioni figurative hanno seguito se non anticipato la speculazioni dei filosofi e le scoperte degli scienziati. L’omegeneità dello spazio prospettico rinascimentale, lo spaziotempo dell’avventura cubista, microcosmo e macrocosmo di tanta arte contemporanea. L’artista teramano, conduce da sempre la sua ricerca non ignorando questo retroterra culturale, affrontando in maniera originale il felice connubio tra arte e scienza. Potrebbero dimostrarlo ad abundantiam non solo i suoi rapporti con astrofisici ed osservatori astronomici italiani e stranieri, oppure quello che costutuisce non solo per Rodomonti ma per la città di Teramo e per l’Italia un vero cimelio storico: la lettera di Werner Von Braun indirizzata all’artista con i complimenti per la sua arte, ma soprattutto un lavoro costante, al limite della cocciutaggine e dello straniamento, per l’ostinato attaccamento ad una tematica senza mai scadere nella ripetitività, anzi scandagliando continuamente l’argomento sempre con nuove ricerche, con la sperimentazione di nuovi materiali. E’ stato quindi naturale, direi ineludibile, per Rodomonti approdare, come è avvenuto recentemente, alla scultura e alla tridimensionalità per far librare nello spazio traettorie, corpi celesti, arcaismi cosmologici, sempre con un occhio rivolto a ciò che accade nel mondo dell’arte e della sperimentazione artistica. All’artista teramano non possiamo che augurare sempre maggiori avventurosi traguardi in piena sintonia con le misteriose ed inquietanti, ma sempre affascinati esplorazioni dell’infinito universo”. Romolo Bosi. www.rodomonti.com; www.iaaa.org.

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Anno Polare Internazionale e Scuole M.S. della Provincia di Torino

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Di ritorno i vincitori del concorso per le scuole medie superiori della Provincia di Torino che, dal 16-19 febbraio 2009, hanno partecipato ad un soggiorno di “addestramento sportivo e ambientamento alla Montagna” presso la struttura del Centro Addestramento Alpini La Thuile Valle d’Aosta, per un corso teorico-pratico di sopravvivenza e vita in Antartide tenuto da istruttori dell’Esercito – Centro Addestramento Alpino, Aosta.

Al soggiorno hanno partecipato la Dott.ssa Gabriella A. Massa archeologa-inuitologa italo-canadese, coordinatrice del progetto Anno Polare Internazionale – Provincia di Torino, la dottoressa Daniela Truffo del Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino (Assessorato Istruzione) ed i docenti, Rosalba Merola, Paola Giudici, Franca Abba’ Blais, Alessandra Vai. Le scuole medie superiori della Provincia di Torino che hanno partecipato al progetto IPY sono: Liceo Des Ambrois di Oulx; Itis Ferrari di Susa; Liceo Cattaneo di Torino; Iis Europa Unita di Chivasso.

 

All’iniziativa hanno partecipato anche gli studenti del Liceo “Vercelli “ di Asti e dell’IIS Pellati Nizza Monferrato (AT), che hanno vinto concorso letterario promosso dall’Associazione Culturale Giacomo Bove & Maranzana. Ad accompagnarli, le insegnanti Anna Grazia Diaferia e Francesca Pertusati. La dottoressa Maria Teresa Scarrone, presidente dell’Associazione Giacomo Bove & Maranzana, che ha partecipato al corso, ha ringraziato la Provincia di Torino per la collaborazione che ha permesso agli studenti della Provincia di Asti di partecipare al progetto.

 

Gli istruttori militari, professionisti qualificati del Centro Addestramento Alpino, 1° Mar. LT Ugo Vori, 1° Mar. Paolo Bruzzi; 1° Mar. Gianluca Ippolito,1° CM Simona Hosquet erano coordinati e coadiuvati dal Ten. Colonnello Marco Mosso, Ten. Col. Federico Pognant Airassa, Capo Ufficio AS e dal Magg. Patrick Farcoz, Capo Sezione Sci Alpinistica. Ad una delle lezioni teoriche è interventuto il 1° Mar. Lt. del Gruppo alta montagna del CAA, Ettore Taufer, capo della spedizione al Monte Vinson, in Antartide, nel 2008.

 

Il concorso è stato proposto nell’ambito del progetto “Gli Studenti della Provincia di Torino scoprono le regioni polari del Pianeta: un progetto speciale per i giovani”, promosso dalla Provincia di Torino per l’Anno Polare internazionale (2007-2008), prorogato al 2009.

 

Obiettivi dell’iniziativa: trasmettere quella “cultura delle nevi e dei ghiacci”, che è sapere antico anche del nostro territorio; promuovere la comprensione tra culture differenti; educare al rispetto per l’ambiente; promuovere un turismo sostenibile, fondato sui valori della conoscenza, del rispetto e della tolleranza; sviluppare una nuova generazione di studiosi e scienziati polari.

L’esperienza è stata vissuta con molto entusiasmo dagli studenti e professori che hanno imparato tecniche fondamentali di sopravvivenza in ambiente estremo e soprattutto come “vivere e muoversi in montagna in sicurezza”, prima regola fondamentale che gli Alpini hanno insegnato all’arrivo del gruppo.

 

Le lezioni teoriche, preparatorie alle escursioni ed alle attività pratiche, hanno trattato dei “pericoli della montagna” derivanti dall’ambiente (pericoli oggettivi) e dalle persone (pericoli soggettivi).I l momento culminante dell’esperienza, nella giornata del 18 febbraio, ha visto protagonisti tutti i partecipanti per un’escursione in alta montagna, al fine di sperimentare le tecniche di sopravvivenza. Sono state montate le tende mimetiche e per l’Antartide; costruiti ripari di neve: tane di volpe, trune (piccoli rifugi semi-interrati) e ripari dal vento. C’è stato anche qualche coraggioso che, in tutta sicurezza, si è cimentato con la palestra di roccia.

 

Nel primo pomeriggio del 19 febbraio, i 30 “studiosi polari” sono rientrati a casa, con un po’ di tristezza nel cuore per dovere separarsi dai nuovi amici e dalle belle montagne innevate.

Studenti e professori partono però soddisfatti ed entusiasti di avere vissuto un’esperienza straordinaria ed altamente formativa.

La nostra riconoscenza va tutti gli Alpini che hanno durante il nostro soggiorno in caserma ci hanno insegnato con pazienza e professionalità e, soprattutto, ci hanno offerto la loro amicizia.

 

Dr. Gabriella A. Massa

Archeologa Inuitologa

Coordinatrice del Progetto Anno Polare Internazionale – Provincia di Torino.

http://www.provincia.torino.it/speciali/ipy

 


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